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CÍMLAP
Jókai Mór
Quelli che amano una sola volta

PREFAZIONE


Maurizio Jókai, non è solo il più grande romanziere contemporaneo dell' Ungheria, ma uno dei più eloquenti deputati al Parlamento.

Nacque a Komorn il 19 Febbraio del 1823. Fece i suoi studi a Presburgo, a Pápa ed a Kecskemét, dove ebbe a compagno il celebre poeta Petőfi. Nel 1844 conseguì a Budapest il grado di avvocato, del quale, tuttavia, non si è mai servito.

Agli studi giuridici preferì sempre i letterarì e nel 1846 divenne direttore del Hetilap e redattore del giornale Életképek, molto diffuso pel suo valore.

Sposò in quell'anno la celebre artista drammatica del Teatro Nazionale, Rosa Laborfalvi.

Nel 1849 seguì il governo Ungherese a Debreczin dove prese la direzione dell' Estilapok o giornale della sera.

Nel 1854 fu eletto membro dell' Accademia Ungherese; nel 1861 entrò nel Parlamento e nel 1863 fondò il giornale Hon, organo del partito moderato.

Scrisse circa 30 romanzi che formano nel loro insieme più di 170 volumi; 330 novelle e 6 drammi. I romanzi che hanno avuto più successo in Ungheria e fuori sono:

I buoni vecchi assessori; Un Nabab ungherese; Tempi cattivi; Oceania; La Dama Bianca; L'età d'oro nella Transìlvania; I turchi in Ungheria; Gli ultimi giorni dei Giannizzeri nel 1320; Poveri e ricchi; Il mondo a rovescio; Il nuovo proprietario; Il romanzo del secolo venturo, pubblicato nel 1873 in otto volumi; I commedianti della vita, pubblicato nel 1876 in sette volumi e Quelli che amano una sola volta.

Il merito principale del Jókai come romanziere, sta nello studio dei caratteri e nella descrizione dei pittoreschi paesaggi ungheresi.

Naturalmente al numero straordinario delle sue opere, non risponde sempre il loro valore letterario. Ma ciò non ostante Maurizio Jókai resta il più valente scrittore ungherese, e Quelli che amano una sola volta, è certo uno dei migliori romanzi di lui. Ed ora che cosa devo dire della traduzione?

Narra Plutarco che dolendosi Temistocle di dover parlare a Serse per bocca di un suo interprete, paragonava la traduzione in lingua straniera al rovescio di un bel tappeto figurato.

Ma questa volta non è proprio il caso di ripetere la bella imagine di Temistocle, giacchè il romanzo di Jókai conserva nella versione italiana tutte le singolari bellezze dell' originale.

ENRICO CATTANEO.


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