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Várady Imre

Docenti e scolari ungheresi nell'antico studio bolognese

PREFAZIONE


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Bernardo da Perugia, prima di diventare precettore del principe, aveva compiuto i suoi studi all'ateneo di Bologna la cui fama per suo mezzo raggiunse l'Ungheria. Fu lui il primo anello di quel forte vincolo che, a cominciare dagli anni seguiti alla morte di Emerico (1204), congiunse la cultura ungherese con le scuole italiane e precipuamente con quella di Bologna. È vero che il fratello e successore di Emerico, Andrea II, mandò ancora nel 1209 il nipote di sua moglie, Bertoldo da Merano, allo studio di Vicenza, già da qualche tempo addietro frequentato da sacerdoti ungheresi, ma in quell'anno stesso alcuni di essi già si trasferirono a Bologna, e i loro nomi (Michael Rector de Hungaria, Desiderius Archidiaconus de Ungaria, Benedictus de Ungaria) stanno in testa a quel lungo ma assai incompleto elenco di studenti ungheresi che ci serve in primo luogo di guida nelle ricerche dirette a definire l'importanza che spetta all'Università di Bologna nella storia della cultura ungherese.

Sebbene per l'intero decennio che segue questi primi dati relativi al 1209 non si conosca di nome alcuno scolaro ungherese di Bologna, non di meno sembra indubbio che la frequenza dello Studio da parte del clero magiaro abbia proseguito con una certa continuità, poiché cosě soltanto si spiega che assai per tempo si trovano a Bologna anche docenti ungheresi e proprio tra i più insigni cultori contemporanei del diritto canonico, come Damaso Ungaro e Paolo Ungaro.

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